LEKORU

Independent Curatorial Project

The Glow

Artista

 Julia Lodyguina

Titolo

The Glow

Tecnica

Video – Ricamo a mano su poliestere vintage rivestito di pittura luminescente

Biografia

Julia si descrive come una nomade moderna e come tale ha assorbito una varietà di culture sin dai primi giorni della sua vita. Muovendosi tra Europa, Asia e Africa, raccoglie tradizioni, ricette, costumi e ornamenti da tutto il mondo. Una nomade, una vagabondo che si sente a casa ovunque e da nessuna parte.

Viaggiare così tanto per tutta la vita le ha insegnato a non aspettarsi nulla e a non immaginare il nuovo posto, ma ad essere aperta a qualsiasi cosa e ad assorbire l’ignoto mentre va. Quindi, ha imparato ad essere aperta, ad accettare la differenza senza aspettative o giudizi.

L’opera

Questa apertura e curiosità si ritrova anche nel lavoro che Julia ha scelto per aderire alla nostra chiamata: l’artista ha realizzato il suo ricamo utilizzando un poliestere vintage acquistato dalla madre nel 1976, il suo anno di nascita. L’idea principale alla base dei soggetti è dare vita a nuovi mondi sconosciuti. Ricamare è proprio come viaggiare in un nuovo posto, spazio, pianeta per Julia. Tutte le aspettative e le idee sono effimere quando ti spingi verso l’ignoto, l’unica via per seguirlo è vedere, sentire, accettare. È l’unico viaggio essenziale che l’uomo può intraprendere ora, il viaggio nel sé. Tuttavia il suo non è solo il viaggio dell’artista, ma anche dello spettatore. L’esperienza del pubblico, le sensazioni e le reazioni che sorgono nell’osservare un’opera d’arte; il viaggio in se stessi per elaborare emozioni e sentimenti; la scintilla, il bagliore.

Le parti visibili dell’arte diventano quindi inutili se privati da questi elementi invisibili essenziali.

In una recente intervista, Julia ha raccontato come la pandemia le abbia ricordato che non tutto nella nostra vita può essere spiegato, etichettato e confrontato con qualcosa che già conosciamo o abbiamo sperimentato, e questo era il momento giusto per rivisitare il lavoro che possiamo definire terapeutico.

“Penso che il 2020 ci abbia inaspettatamente riportato a noi stessi, ci abbia fornito tutti gli strumenti necessari per la cura di sé, la scoperta di sé e soprattutto l’accettazione.”

I suoi ricami sono meditazioni, proprio come un viaggio; non sa mai come sarà il lavoro una volta finito.
Il processo stesso è la sua più grande ispirazione. La parte essenziale dell’arte è il viaggio nella creazione. Come per la vita, anche l’artista fluttua tra sentimenti ed emozioni fino a quando dal dolore, dalla paura, dall’amore e dall’accettazione nasce un nuovo lavoro.